Riaprono i musei: tante le mostre al femminile

Da Frida Kahlo a Luisa Lambri, a febbraio Milano celebra le artiste

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Da febbraio, anche la Lombardia è felicemente tornata zona gialla. Nonostante cinema e teatri perpetuino la loro chiusura, possono tirare un respiro di sollievo i gestori dei musei. I poli della cultura lombardi hanno infatti iniziato una riapertura graduale, a partire dai musei civici. Mentre si attende la riapertura completa delle mostre, che avverrà dal 2 al 7 marzo in concomitanza con il contest di Milano Museo City, alcune di queste sono già visitabili.

In maniera conforme alle disposizioni anti-covid, le sedi espositive milanesi saranno aperte dal lunedì al venerdì, con esclusione dei giorni festivi. Restano gli ingressi contingentati e l’obbligo di indossare sempre la mascherina e di mantenere la distanza di sicurezza di un metro. Inoltre, per evitare attese e non rischiare di creare assembramenti, molte strutture richiedono obbligatoriamente la prenotazione.

Fra le mostre visitabili, spiccano quelle di artiste donne. Sono infatti tante le esposizioni del capoluogo ad offrire al pubblico milanese una variegata collezione di opere che apportano firme femminili. Ecco le sette mostre da non perdere assolutamente:

Frida Kahlo, “Il caos dentro“: fino al 28 marzo alla Fabbrica del Vapore. Un percorso fotografico ed interattivo, di forte impatto sensoriale che intende coinvolgere pienamente il visitatore nel ripercorrere la vita, la storia e la creatività della Kahlo grazie all’uso della multimedialità.

Margaret Bourke-White, “Prima, donna“: fino al 14 febbraio a Palazzo Reale. Una straordinaria retrospettiva per ricordare un’importante fotografa, una grande donna, la sua visione e la sua vita controcorrente.

Divine e Avanguardie: Le donne nell’arte russa“: fino al 5 aprile 2021 a Palazzo Reale. Da muse ispiratrici e icone a protagoniste e creatrici di capolavori assoluti. La mostra restituisce un’idea dell’arte russa e del ruolo delle donne nel paese.

Carla Accardi, “Contesti“: fino al 27 giugno 2021 al Museo del Novecento. Attraverso 70 opere il progetto restituisce il ritratto di una donna coraggiosa e sperimentatrice che, in un momento in cui le istanze della pittura erano di competenza pressoché maschile, è diventata la prima astrattista italiana riconosciuta internazionalmente.

Luisa Lambri, “Autoritratto“: dal 16 febbraio al 30 marzo al PAC (Padiglione di arte contemporanea). Concentrandosi principalmente sulla fotografia, il lavoro di Lambri è caratterizzato da soggetti che ruotano attorno alla condizione umana e al suo rapporto con lo spazio.

Le signore dell’arte, storie di donne dal ‘500 al ‘600“: dal 2 marzo a Palazzo Reale. Una grande produzione dedicata alle artiste vissute in quel periodo. Tra queste, Artemisia Gentileschi, Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana, Elisabetta Sirani, Fede Galizia, Giovanna Garzoni e molte altre.

Tina Modotti, “Donne, Messico e libertà“: prossimamente al Mudec. I suoi celebri scatti sono il simbolo di una donna emancipata e moderna, la cui arte fotografica è indissolubilmente legata al suo impegno sociale.

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Redazione
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