Calcio: nasce la Superlega

Tra le squadre italiane aderenti ci sono Juventus, Inter e Milan

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photo credit fanpage.it

Dalla mezzanotte, la Superlega è realtà. «Dodici club europei hanno annunciato un accordo per costituire una nuova competizione calcistica infrasettimanale, la Super League, governata dai Club Fondatori». Così inizia il comunicato della nuova Super lega, che divide in due il calcio e dà vita a un nuovo campionato pronto a partire il «prima possibile», si legge. Tra i club fondatori: Juve, Inter e Milan, Barcellona, Atletico e Real Madrid, Manchester United e City, Chelsea, Tottenham, Arsenal e Liverpool.

Il format

Sarebbero in totale 20 i club partecipanti, di cui i 15 fondatori (ma per ora se ne conoscono solo 12). Le restanti 5 squadre verrebbero selezionate ogni anno in base ai risultati conseguiti nella stagione precedente. Le partite sarebbero infrasettimanali e, nell’intenzione dei partecipanti, i club continuerebbero a giocare il sabato e la domenica nei loro rispettivi campionati.

I partecipanti verrebbero suddivisi in due gironi da dieci squadre, che giocherebbero sia in casa che in trasferta e con le prime tre classificate di ogni girone che si qualificherebbero automaticamente ai quarti di finale. Le quarte e quinte classificate si affronterebbero in una sfida andata e ritorno per i due restanti posti disponibili per i quarti di finale. Il successivo formato a eliminazione diretta, con partite sia in casa che in trasferta, verrebbe utilizzato per raggiungere la finale in gara unica in campo neutro.

Un’idea che circolava da un po’

L’ipotesi circolava da tempo ed è esplosa alla vigilia del Comitato esecutivo dell’Uefa, che oggi deve ratificare il nuovo format della Champions League a 36 squadre. La stessa Eca, di cui la Juve e gli altri club della Superlega da ieri non fanno più parte, ha condannato l’idea della Superlega. Un colpo che potrebbe essere fatale per la Champions e le competizioni nazionali.

Ad annunciare il nuovo progetto è stata proprio la neonata Superlega, di cui il numero uno del Real Madrid, Florentino Perez, è il nuovo presidente e Agnelli il vice assieme a Joel Glazer del Manchester United. « I club fondatori credono che ci sia la necessità di offrire partite di migliore qualità e risorse finanziarie aggiuntive e auspicano l’avvio di consultazioni con Uefa e Fifa al fine di lavorare insieme».

Le reazioni di Fifa e Uefa

Uefa e Fifa, però, sono di tutt’altro avviso e hanno risposto duramente. La Uefa in un comunicato congiunto con le Leghe e le Federazioni di Italia, Spagna e Inghilterra ha dichiarato: «Fermeremo questo cinico progetto. Considereremo tutte le misure, a tutti i livelli, sia giudiziario che sportivo. Chi entra in Superlega sarà escluso da tutto». La minaccia è quindi quella di espellere dai tornei nazionali e dalle coppe chi aderirà alla Superlega, di vietare ai calciatori impegnati di giocare con le Nazionali e di citare in giudizio per 50-60 miliardi di euro i club ribelli.

Anche la Fifa ha espresso in modo netto «la sua disapprovazione per una lega separatista europea chiusa»: «Qualsiasi competizione calcistica, nazionale, regionale o globale, dovrebbe sempre riflettere i principi fondamentali di solidarietà, inclusività, integrità ed equa ridistribuzione finanziaria», scrive.

Furioso il presidente Ceferin, che ha contattato Agnelli: in una telefonata burrascosa in cui gli avrebbe dato del traditore. Irritati il numero uno della Figc Gravina e il presidente della Lega serie A Dal Pino. Proprio in Lega si è svolto un consiglio straordinario: Juve, Inter e Milan sembrano non temere le minacce, convinti che mai nessuno li caccerebbe dalla A.

Controverso il comportamento di Agnelli

Da presidente Eca, Angelli ha trattato con l’Uefa la riforma della Champions e poi l’ha smontata. In Italia ha sabotato la trattativa per l’ingresso dei fondi nella Lega serie A. Tutto sembrerebbe un conflitto d’interessi lampante, i fondi avrebbero portato 1,7 miliardi. Ora non si esclude una causa per danni dalle società di serie A contro Juve, Inter e Milan. La Superlega dovrebbe generare introiti per 10 miliardi e «i club fondatori riceveranno un contributo una tantum pari a 3,5 miliardi di euro a supporto dei loro piani d’investimento in infrastrutture e per bilanciare l’impatto della pandemia Covid-19», una beffa nei confronti dei club meno ricchi e un’ingiustizia lampante.

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