LA BASILICA DI SANT AMBROGIO

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La chiesa intitolata al santo protettore della città è considerata la seconda chiesa per importanza, dopo il Duomo. Fondata nel IV sec. per volere di Ambrogio, vescovo di Milano (qui sepolto nel 397), nell’area del cimitero dei cristiani martirizzati (in origine era chiamata Basilica Martyrum), la chiesa fu ricostruita secondo i canoni dell’architettura romanica tra il 1088 e il 1099.

Pur considerata il più importante esempio di architettura romanica lombarda, la basilica deve il suo aspetto anche agli interventi edilizi e agli adattamenti condotti nei secoli successivi. La basilica, preceduta da un atrio a quadriportico, presenta una facciata a capanna caratterizzata da due logge sovrapposte ed è incorniciata da due campanili: quello dei Monaci a destra, risalente al IX sec., e quello dei Canonici, a sinistra, eretto nel XII sec., ad eccezione degli ultimi due pianni aggiunti nel 1889. L’interno è articolato in tre navate, ognuna delle quali termina con un abside ed è divisa in quattro campate quadrate coperte da volte a crociera. Da segnalare nel presbiterio il ciborio del IX sec., baldacchino a stucchi lombardo-bizantini poggiante su quattro colonne di porfido rosso sotto al quale è posto l’Altare d’oro, capolavoro di oreficeria carolingia, opera di Vuolvino. Di notevole pregio anche il sarcofago paleocristiano detto di Stilicone risalente al IV sec. Suscita interesse invece, la colonna romana su cui poggia una singolare scultura in bronzo, il cosiddetto “serpente di Mosè”: seconda la leggenda la fine del mondo sarà preannunciata dalla discesa dell’animale dalla colonna.
Nella cripta ipogea sono conservate le spoglie dei santi Ambrogio, Gervaso e Protaso. All’interno della basilica ambrosiana si può ammirare la piccola cappella (sacello) di San Vittore in Ciel d’Oro costruita nel IV sec. per riporvi le spoglie del martire Vittore, famosa per la presenza di mosaici di epoca paleocristiana sulle pareti e nella cupola raffiguranti alcuni santi, tra cui anche sant’Ambrogio. Vicina alla basilica di Sant’Ambrogio fa bella mostra di sé una colonna di epoca romana su cui si trovano due buchi fatti, secondo la leggenda, da Satana. Si dice infatti che il diavolo non essendo riuscito a sedurre Ambrogio cercò di trafiggerlo ma colpì la colonna rimanendovi incastrato con le sue lunghe corna. Arrabbiato, sotto forma di fumi di zolfo, il maligno utilizzò quegli stessi fori per far ritorno agli inferi. Niente paura quindi se da quei fori sentite uscire un leggero odore di zolfo o se appoggiandovi l’orecchio sentite strani rumori provenire da essi…

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Redazione
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